Regista: Lech Majewski
1980
In un principato medievale dimenticato dagli dèi regna il degrado – la povertà si mescola alla violenza, e la moralità è da tempo morta sotto il peso di conflitti incessanti. Il sovrano è un uomo debole e ingenuo, manipolato da tutti intorno a lui, perché nessuno desidera cambiare questo caos comodo e consolidato. L’unica persona che rifiuta di rassegnarsi al declino del paese è un giovane Cavaliere – un sognatore che desidera riportare alla terra la sua antica gloria, ordine e onestà. Nel regno vive una leggenda su uno strumento miracoloso – arpe dalle corde d’oro, che un tempo riempivano il paese di armonia, e dopo la loro misteriosa sparizione, insieme al mare, è giunta un’epoca di oscurità. Il Cavaliere decide di trovare il simbolo perduto di quella grandezza svanita. Durante il suo viaggio incontra una comunità di monaci che stanno costruendo un edificio straordinario – un tempio senza mura. Sostengono di erigerlo dentro di sé, affinando lo spirito. Il viandante, però, li convince che è altrettanto importante, forse ancor più urgente, aprirsi alle persone che vivono nella sofferenza e hanno bisogno di aiuto concreto, e non solo di costrutti idealistici nella sfera della metafora.
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