Regista: Lech Majewski
2006
Il film racconta di un giovane creatore che si trova in un reparto psichiatrico, e il suo mondo interiore diventa lo spazio principale dell’azione. Invece di una trama tradizionale, ci viene offerta una visione di immagini pulsanti sotto la superficie: ricordi, paure, fantasie e illusioni che compongono una mappa intima della sua mente. Ciò che accade “all’esterno” passa in secondo piano; ciò che conta è soprattutto l’intensità delle sensazioni, che possono esplodere anche se il protagonista rimane fisicamente nello stesso luogo. Il regista mostra come la realtà psichica sia spesso infinitamente più ricca di quella materiale. Le sequenze appaiono simultaneamente, si sovrappongono, si intrecciano, creando una narrazione che sfugge alle regole cinematografiche convenzionali. Mancano i dialoghi: gli unici guide in questo viaggio interiore sono la musica e una ricca colonna sonora, che diventano sostituti delle parole e commenti al caos emotivo del protagonista.
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