Regista: Lech Majewski
1999
Il protagonista del film è Rafał Wojaczek – poeta che i suoi contemporanei definivano un stuntman della letteratura. Tuttavia, gli autori non cercano di ricostruire la sua biografia passo dopo passo. Al contrario, scelgono una narrazione a frammenti degli ultimi momenti della sua vita breve e ribelle, in cui parola e quotidianità si intrecciavano così strettamente da risultare oggi difficili da separare. Il regista non ricostruisce i fatti, ma evoca un’atmosfera – una registrazione di scene fugaci, gesti ricordati, immagini e citazioni che hanno contribuito al mito di Wojaczek. Un poeta per cui la vita doveva risuonare come una poesia, e la poesia doveva essere la prosecuzione della vita stessa; lui stesso ha collaborato a creare quest’aura. Il resto lo hanno completato le persone che lo conoscevano o lo leggevano – commosse dall’intensità della sua esistenza e dal suo drammatico epilogo. Il risultato è il ritratto di un artista in cui realtà e creazione si fondono in un’unica cosa – la testimonianza di un uomo che ha costantemente sfumato il confine tra arte e proprio destino, fino a diventare leggenda.
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