Regista: Kazimierz Kutz
1966
“Ktokolwiek wie…” di Kazimierz Kutz è, come lo stesso regista ha sottolineato, un film con una o due grandi parti al massimo e decine di ruoli minori. Secondo questa concezione, a emergere non sono singoli personaggi, ma figure collettive: la società polacca e i media. Il pretesto per dipingerli diventa un’inchiesta giornalistica sulla scomparsa di una giovane ragazza, condotta da un reporter alle prime armi. Come in Quarto potere di Orson Welles, la trama svolge qui principalmente la funzione di cornice per riflessioni su questioni ben più ampie. In redazione si presenta una donna che chiede al giornalista di aiutarla a ritrovare la sorella minore, sparita senza lasciare tracce pochi giorni prima. Non si sa cosa le sia successo: né i colleghi né la padrona di casa presso cui abitava hanno informazioni. L’unico indizio rimane una vecchia foto sfuocata. Il reporter, nel tentativo di arrivare alla verità, incontra persone del suo ambiente e scopre gli ambienti in cui si muoveva. Tuttavia, il destino della scomparsa Marysia Ruśniak resta oscuro fino alla fine. Il film, invece, svela con maggiore chiarezza il ritratto della Polonia di allora: egoismo, indifferenza e contrasti sociali, oltre alla spietatezza dei media, che trattano i drammi altrui come materiale per notizie sensazionalistiche.
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