Regista: Kazimierz Kutz
1961
Un film poco conosciuto di Kazimierz Kutz, che – come sottolineava lo stesso regista – voleva essere un tentativo di raggiungere un pubblico più vasto. L’azione di “Tarpani” si svolge nell’oscurità della Masuria, in un centro sperimentale e di allevamento dove si tenta di “addomesticare” i cavalli, per restituire loro gli istinti naturali e rafforzare la razza. Questo processo si rivela però avere un impatto altrettanto forte sulle persone che lavorano nel centro. Più di tutti ne soffre il direttore – un ex combattente della rivolta di Varsavia, uomo amareggiato e riservato, che vive quasi completamente isolato. Sua moglie Nina avverte sempre più dolorosamente la trascuratezza emotiva e la monotonia della vita nella solitudine. La situazione si complica con l’arrivo di Jędrek, un giovane vagabondo in cerca di avventure estive, dalla cui prospettiva è narrata la vicenda. Il ragazzo corteggia Basia, una giovane laureata in zootecnia, che a sua volta nutre segretamente sentimenti per il direttore del centro. Le tensioni affettive e psicologiche in questo curioso quadrilatero costituiscono l’asse centrale della trama. In primo piano emergono anche le suggestive immagini della foresta, le scene con i cavalli e gli episodi umoristici legati alla vita quotidiana. Da segnalare anche l’interpretazione di Karol Rómmel – eccellente esperto di ippica e attore non professionista, già noto per “Lotna” di Andrzej Wajda.
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