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Che ti porti via il fantasma

Che ti porti via il fantasma

Regista: Andrzej Baranski

1981

98 min.
b&w

Il terzo lungometraggio di Andrzej Barański – dopo il film televisivo A casa e i lungometraggi Momenti di libertà – ha confermato la sua posizione di autore che segue una propria strada, non appartenente ad alcuna scuola o corrente. Il regista realizza coerentemente una filosofia personale del cinema, basata sul diritto all’interpretazione individuale del mondo, plasmata dall’esperienza e dalla riflessione. Che ti porti via l’incubo è considerato una delle opere più mature e rappresentative di Barański: un film pacato, privo di un’impostazione giornalistica univoca, che favorisce l’emersione di emozioni e significati sottili. La sceneggiatura è tratta dall’omonimo romanzo di Waldemar Siemiński, pubblicato agli inizi degli anni Settanta. L’azione si svolge nel 1950 in una piccola cittadina della Piccola Polonia. Józef Piasecki, il negoziante locale, attraversa un periodo difficile: in quanto “privatista” è sistematicamente perseguitato da controlli, multe e sospensioni nelle forniture. Come il parroco o il farmacista, perde la sua vecchia posizione sociale. L’amarezza crescente si trasforma in apatia, che lui cerca di attenuare lamentandosi del nuovo regime e ascoltando stazioni radio proibite. La sua situazione si complica a causa del conflitto con il figlio diciassettenne Witek, che attraversa un tumultuoso periodo di crescita e confronto con l’età adulta. Il ragazzo osserva con crescente inquietudine il mondo che lo circonda. Vive intensamente la morte del socialista prebellico “Burza”, assiste alla degradazione di vita del suo amico più grande Romuś e sperimenta le sue prime esperienze amorose. Sebbene inizialmente guardi con simpatia al nuovo regime, comincia gradualmente a comprendere la difficile condizione della propria famiglia nelle trasformazioni sociali in corso. Pur ambientata negli cupi anni stalinisti, Barański ammorbidisce la narrazione con nostalgia e umorismo discreto. I suoi personaggi non cadono in un’amoc ideologico: dominano persone ordinarie – artigiani, piccoli borghesi, contadini – che invece di “riparare il mondo” cercano semplicemente di sopravvivere. Il regista mostra lo stalinismo dalla prospettiva della vita quotidiana, del lavoro e delle preoccupazioni familiari, lontano dalla grande politica. Un valore significativo del film è anche il ritratto suggestivo della vita di provincia. Barański ritrae con grande cura i costumi della piccola città, i tipi umani e gli spazi – negozi, abitazioni, strade, architettura. Molto merito va alla splendida recitazione, in particolare di Bronisław Pawlik e Anna Ciepielewska. Che ti porti via l’incubo conferma il livello del regista, dimostrando che un cinema personale può allo stesso tempo parlare di temi universali: la crescita, il trascorrere del tempo e la sorte di chi viene emarginato dalla Storia.

TitoloChe ti porti via il fantasma
Generedrammatico sociale
AttoriMarek Probosz,
Anna Ciepielewska,
Bronisław Pawlik,
Aleksander Fogiel,
Wiesław Gołas,
Emilian Kamiński
PremiNagroda za montaż (Gdańsk, 1984, Festiwal Polskich Filmów Fabularnych)
Produzione/StudioZespół Filmowy Silesia
CinematografiaJanusz Kaliciński
SceneggiaturaAndrzej Baranski
MontaggioMirosława Garlicka
SuonoMarek Wronko
MusicaHenryk Kuźniak

Informazioni professionali

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