Regista: Kazimierz Kutz
1971
Una commovente storia ambientata in Slesia a metà degli anni Trenta, che intreccia temi d’amore e lotta sociale. I protagonisti sono Jaś e sua moglie, una giovane coppia con due bambini piccoli, che conduce una vita modesta ma felice nelle difficili condizioni della regione mineraria. Il loro mondo viene sconvolto quando nella miniera in cui lavora Jaś viene presa la decisione di chiuderla. Poco dopo l'annuncio, scoppia uno sciopero dei minatori e Jaś insieme ai suoi compagni lotta per i propri diritti, cercando di evitare la chiusura della miniera. Di fronte a repressioni brutali e alla resistenza dei proprietari tedeschi della miniera, i minatori decidono di intraprendere uno sciopero della fame. Sebbene le loro voci non raggiungano le autorità, non si arrendono e continuano la loro lotta. Il film unisce una lirica narrazione d’amore tra Jaś e sua moglie allo sfondo storico della lotta dei minatori polacchi per la dignità e la sopravvivenza. Rappresenta inoltre un seguito ai temi di "Sale della terra nera", mostrando quanto grandi siano stati i sacrifici dell’impegno sociale in un’epoca in cui la vita in Slesia era indissolubilmente legata alla lotta per la giustizia e la libertà.
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