Regista: Juliusz Gardan
1933
Davanti al tribunale si celebra il processo di una giovane donna accusata di aver ucciso il proprio bambino. Condannata a morte, Jadzia suscita la compassione dell’avvocatessa Krystyna, che ottiene la riapertura del caso e decide di difenderla. Dalla sua testimonianza emerge il drammatico destino della ragazza: proveniente da una famiglia povera, Jadzia era arrivata a Varsavia in cerca di una vita migliore, ma era stata sedotta e abbandonata. Senza lavoro, soldi né sostegno, ha dato alla luce un bambino e in un atto di disperazione ha tentato il suicidio, perdendo involontariamente il neonato. Grazie a Krystyna, viene assolta, e l’avvocatessa la accoglie sotto il proprio tetto. Presto si scopre però che il seduttore di Jadzia era il marito di Krystyna. Quando l’uomo tenta di togliersi la vita, entrambe le donne si prendono cura di lui. Comprendendo che il suo unico amore è la moglie, Jadzia se ne va in silenzio.
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