Regista: Witold Leszczyński
1967
Matis (F. Pieczka) vive da solo con sua sorella Olga (A. Milewska) in un piccolo rifugio nelle remote terre del Nord Europa. Pur essendo adulto, Matis conserva una sensibilità infantile ed è facilmente sopraffatto dalle inquietudini: gli uccelli morti, una barca rotta o un albero spezzato dalla tempesta gli sembrano cattivi presagi. Incapace di restare inattivo, decide di diventare un traghettatore e un giorno accompagna attraverso il lago Jan, un boscaiolo che presto si trasferisce a vivere con loro. Il film di Witold Leszczyński è una narrazione poetica e intima sull’uomo in contatto con la natura, la solitudine e i piccoli segni del destino. In "La vita di Mateusz" compaiono motivi tipici del regista: l’albero sacro, la pace domestica turbata e personaggi dalla sensibilità quasi magica, temi che torneranno in seguito nel suo "Requiem", sebbene in una storia e un contesto emotivo completamente diversi.
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