Regista: Kazimierz Kutz
1979
Il film racconta la storia del vecchio Habryk (Antoni Halotta), un minatore in pensione e veterano dell'insurrezione della Slesia, che vive con la sua famiglia in una delle ultime case indipendenti ai margini di un grande cantiere per un nuovo complesso residenziale. Sebbene abbiano ottenuto un appartamento nel condominio, Habryk non ha intenzione di trasferirsi e si rifiuta che la loro casa venga demolita. Il conflitto esplode quando la nuora (Ewa Wiśniewska) decide di trasferire di nascosto le cose nel nuovo appartamento, ignara della rabbia del padre, che non vuole separarsi dal luogo diventato parte della sua identità. Nei ruoli principali recitano autentici rappresentanti della classe operaia slesiana: Antoni Halotta nel ruolo del vecchio Habryk e Maria Straszna in quello di sua moglie. Il film, tratto dal racconto di Albin Sikorski «Tego domu już nie ma» («Questa casa non c’è più»), non è solo un ritratto della vita dei Slesiani in un difficile periodo di trasformazione, ma anche un commento sul mondo che cambia, dove la tradizione viene sostituita dalla modernità, portando alla dissoluzione dei legami e dei valori familiari.
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