Regista: Kazimierz Kutz
1983
La critica ha riconosciuto "Starò a guardia della mia terra" come un vero e proprio completamento del celebre trittico della Slesia di Kazimierz Kutz, composto da "Il sale della terra nera", "La perla della corona" e "I rosari di un solo rosario". Nel suo quarto film ambientato nella realtà della Slesia, il regista si allontana dalla poetica balladica per abbracciare un dramma psicologico più profondo. La storia di Janek Klimza diventa per Kutz un modo per confrontarsi con i miti romantici del patriottismo, verso i quali il creatore ha sempre mantenuto una certa distanza. Un ruolo importante è giocato anche dal personaggio di Maja, ispirata alla reale leggenda di Helena Mathei – "Matejanka", un’eroina dal passato ambiguo, coinvolta in tradimenti e misteri le cui motivazioni rimangono tuttora oscure. Dopo la sconfitta della campagna di settembre, il 23 settembre 1939 Janek Klimza torna di notte, in uniforme, nella sua terra natale, la Slesia. A Katowice, permeata da simboli nazisti e da parate della gioventù hitleriana, comincia a organizzare una congiura antitedesca. Visita vecchi amici, recluta nuovi membri per l’Organizzazione Armata Polacca, e il primo giuramento avviene sulla sua pistola di settembre 1939. Contemporaneamente, Janek si trova coinvolto in un complicato rapporto con Maja – sorella seducente e impulsiva di un amico, che sempre più intensamente rivendica il suo affetto. Il terrorismo crescente, la pressione per firmare la Volkslista e l’ondata di arresti portano allo smantellamento dell’organizzazione. Il sospetto di tradimento ricade su Maja, unica persona rilasciata dalla prigione. Janek, diviso tra sentimento e dovere, decide di tentare una pericolosa provocazione che rivela la verità sui suoi contatti con un ufficiale tedesco. Nel finale drammatico, uccide il tedesco, ma non riesce a sparare alla ragazza. L’organizzazione viene ricostituita e il suo nuovo motto diventa: "Starò a guardia della mia terra", ma il prezzo di questa lotta si rivela tragico – il vicario viene condannato a morte. Il film di Kutz si basa su interpretazioni attoriali eccellenti. Iwona Świętochowska crea il personaggio di Maja come una donna sensuale e inquietante, nettamente diversa dal mondo ascetico della congiura. Krzysztof Kolberger, nel ruolo di Janek Klimza, mostra un eroe dominato da un absolutismo romantico, incapace di vedere quanto sottile sia la linea che separa il mito dalla catastrofe. "Starò a guardia della mia terra" è una delle opere più pessimiste e prive di umorismo di Kutz – un film cupo, pieno di pathos, che svela le tragiche conseguenze dell’idealismo scontrato con una realtà spietata.
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