Regista: Wojciech Marczewski
1978
Il piccolo Mikołaj Srebrny (T. Hudziec), dopo un'infanzia felice trascorsa con il padre (B. Pawlik) nella provincia galiziana, è costretto a frequentare il ginnasio cittadino e a vivere presso gli zii. La madre (T. Marczewska), a causa della malattia, non è in grado di prendersi cura di lui da sola. Nell'appartamento degli zii si verificano eccessi alcolici, mentre la nonna del ragazzo non gli dimostra affetto. A scuola, come studente sensibile e dotato, soffre la brutalità degli insegnanti. Gli incubi che tormentano il protagonista giorno e notte, come confessa in un tema di lingua polacca, sono così descritti: «La veglia è un incubo, la realtà è un tormento e una miseria». Le dolorose esperienze di iniziazione dell’adolescente Mika (P. Łysak) si svolgono negli ultimi anni prima della Prima Guerra Mondiale. Stringe un’intesa con l’insegnante di fisica (J. Nowicki), convinto socialista. Il docente di lingua polacca riconosce il suo talento letterario e gli consente di assistere alla rappresentazione di una celebre attrice, che lo distingue dalla folla dei spettatori con un bacio. Wojciech Marczewski sceglie per il suo esordio alla regia di un lungometraggio l’adattamento del romanzo di Emil Zegadłowicz “Zmory” (1935). Negli anni ’30 il romanzo suscitò grandi controversie per la severa critica al sistema educativo dell’epoca, l’anticlericalismo e i temi erotici.
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