Regista: Andrzej Wajda
1955
Il documentario di Andrzej Wajda presenta l’opera di Xawery Dunikowski, straordinario scultore della prima metà del XX secolo, in occasione del 60º anniversario della sua attività artistica. Il film mostra l’artista nel suo studio, tra le celebri “teste”, busti moderni e sculture come “Eva”, “Maternità”, “Respiro”, “Fato” e “Dante”. Viene illustrata anche la serie delle teste di Wawel e “Donne incinte” collocate all’aperto, vicino al mare. Al periodo del realismo socialista sono legati il Monumento alla Gratitudine per l’Armata Rossa a Olsztyn e il Monumento all’Azione Insurrezionale sulla Collina di Sant’Anna. Il titolo del film fa riferimento al sottotitolo dell’“Autoritratto” di Dunikowski del 1917, che ritrae l’artista come una figura massiccia con due volti – uno rivolto al sole e l’altro alla terra. Il commento di Bohdan Czeszko, letto da Aleksander Bardini, conferisce al film un tono di realismo socialista.
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