Regista: Andrzej Munk
1957
In due novelle che compongono il film di Andrzej Munk, la guerra perde il suo splendore monumentale e diventa uno spazio di assurdità, caso e illusioni. La prima parte segue le vicende di Dzidziuś Górkiewicz, un piccolo furbo che si trova coinvolto nell’insurrezione di Varsavia nel momento meno eroico. Improvvisamente diventa un collegamento tra una squadra di ungheresi e il comando a Mokotów, anche se la sua condizione morale e fisica è lontana dall’ideale del cospiratore. La seconda novella ci porta in un campo di prigionia degli ufficiali polacchi, stipati in una baracca angusta, dove costruiscono la loro ultima roccaforte identitaria: il mito della fuga audace di un tenente. In realtà, l’eroe della loro storia muore nascosto, ma il racconto si rivela più importante della verità — permette di sopravvivere. Munk, avvalendosi della sceneggiatura di Jerzy Stefan Stawiński, crea un film privo di pathos, ironico e permeato da un umorismo nero.
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