Regista: Juliusz Gardan
1939
La sceneggiatura del film nasce dai motivi di due romanzi di Tadeusz Dołęga-Mostowicz: "Il dottor Murek ridotto" e "La seconda vita del dottor Murek". Entrambi i libri sono tra i più audaci dell'opera dell'autore, soprattutto grazie alla diagnosi senza compromessi dei meccanismi sociali della Seconda Repubblica di Polonia. Tuttavia, gli aspetti critici più pungenti non superarono il vaglio della censura dell’epoca, perciò il film, anziché offrire una polemica politica, presenta un dramma ben costruito con elementi di suspense. Il dottor Murek, protagonista e vittima di un'intrigo che lo priva del posto nell'amministrazione di una piccola città, si trasferisce a Varsavia in cerca di un nuovo inizio. La capitale si rivela però un luogo dove è facile toccare il fondo: Murek si arrangia con i lavori più umili e il caso lo trascina nell’orbita del sottobosco criminale. Presto, insieme al pericoloso "Kazik Nero", partecipa a una rapina nella villa del potente presidente Czabran. Dopo il crimine la situazione si complica ulteriormente: Arleta, amante di Kazik, uccide il complice nella speranza di una nuova vita accanto a Murek. Quest’ultimo, però — pur non sottraendosi alla sua vicinanza — ha un suo piano: sfruttare il caos per conquistare la fiducia di Czabran e diventare suo genero. Il destino di Murek oscilla tra la marginalità criminale e i salotti bene, trascinando il protagonista in un gioco morale dal quale è difficile uscire indenne.
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